martedì 24 novembre 2015

Password dimenticata in Ubuntu: come resettarla?

Se avete installato sul vostro PC un Sistema Operativo libero, come GNU/Linux Ubuntu, può accadere di dimenticare la password di accesso dell'utente.

Si può effettuare un reset della password, scegliendo dal menu che compare all'avvio del proprio PC (se non appare, premete ripetutamente il tasto ESC appena acceso), la voce intitolata "Opzioni avanzate per Ubuntu" e poi la seconda partendo dall'alto, che termina con "recovery mode" (modalità ripristino).

Fatto ciò il sistema mostrerà un menu: scegliere "clean - Prova a liberare spazio" per avviare il processo di pulizia del sistema, il quale farà passare il filesystem da "sola lettura" a "lettura/scrittura".

Al termine della procedura di pulizia (rispondete sempre in modo positivo ai messaggi), quando il menù riapparirà, scegliere "root - Passa a una shell con i privilegi di root".

Al prompt "#", per vedere il nomeutente a cui occorre settare la password, digitare:
ls /home
Successivamente, per effettuare il reset effettivo, digitare:
passwd nomeutente
Inserire la nuova password (2 volte) e, al termine, digitare:
reboot
per riavviare il proprio PC.

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mercoledì 20 maggio 2015

Lettera Aperta sulla Cittadinanza Digitale

"Questo testo era nascosto da qualche parte, e oggi e venuto fuori quasi di getto, senza una specifica ragione, perché la mia pazienza nei confronti di tutti coloro a cui è rivolta la lettera è finita, ed è arrivato il momento di parlare chiaro.
Scrivo a te, Matteo Renzi, perché sei a capo di un governo che dovrebbe dare indicazioni di indirizzo tali da creare i cittadini digitali di oggi e – soprattutto – di domani, ma nella realtà non fai altro che perpetuare le posizioni “novecentesche” di chi ti ha preceduto, perché non hai la competenza per capire che siamo entrati nell’era digitale del terzo millennio, e non sei in grado di individuare qualcuno capace di aiutarti in questo percorso.
Scrivo a te, Agenzia per l’Italia Digitale, perché non solo non aiuti il governo a redarre le indicazioni di indirizzo in modo corretto, ma quando lo fai – come nel caso dell’Articolo 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale – sei la prima a non rispettare le regole contenute nei documenti che hai contribuito a redigere, e a utilizzare formati non standard come quelli di Microsoft Office, invece di dare il buon esempio e usare Open Document Format (il formato standard e aperto).
Scrivo a te, Microsoft, perché continui a fare innovazione assumendo avvocati e lobbisti, per difendere le posizioni “novecentesche” che ti hanno permesso – con la complicità dei politici – di creare un impero che condiziona non solo le scelte economiche, perché questo sarebbe il meno, ma le scelte culturali dei cittadini, per tenerli ancorati al passato invece che proiettarli verso il futuro, e proteggere solo i tuoi interessi economici.
Scrivo a te, IBM, e insieme a te alle aziende e agli individui che si riempiono la bocca con il termine open source, perché non conoscete il software libero e quindi temete – o meglio detestate – quella comunità che rappresenta il punto di forza del software libero, in quanto mette sul tavolo – condividendo le proprie conoscenze in modo trasparente – quella forza straripante dell’intelligenza condivisa che è l’unico strumento di innovazione del terzo millennio.
Scrivo a te, oscuro funzionario della Corte dei Conti, che invece di vegliare sul rispetto delle leggi da parte degli enti della pubblica amministrazione, sei stato il primo a infrangerle, chiedendo agli enti di usare per il proprio bilancio un formato proprietario dei documenti il cui uso è vietato dagli Articoli 52 e 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale, per cui ti sei reso colpevole di quel danno erariale che tu stesso dovresti comminare: e se è lo stesso controllore a ignorare la legge, come possiamo biasimare il controllato?
Scrivo a te, imprenditore italiano che fornisci software proprietario alla pubblica amministrazione, perché – nel tuo incommensurabile provincialismo – hai la faccia tosta di continuare a difendere le tue scelte discutibili, in quanto hai usato Internet Explorer e/o RTF su indicazione di Microsoft, dimostrando una preoccupante incompetenza in funzione della tua posizione, invece di abbracciare quell’universo di software e di formati standard e aperti che rappresenta il futuro e spalanca la strada dell’interoperabilità e dell’innovazione.
Scrivo a te, dirigente scolastico, perché accetti in modo acritico la sponsorizzazione della tua associazione da parte di Microsoft, facendo finta che si tratti di un supporto logistico e non di un elemento della strategia “embrace extend extinguish” (abbraccia allarga annichilisci), e quindi abdichi al tuo prezioso ruolo istituzionale per diventare uno strumento nelle mani di chi va contro gli stessi interessi che tu dovresti rappresentare (e persino difendere).
Scrivo a te, funzionario della pubblica amministrazione, perché nella maggior parte dei casi ti nascondi dietro alla comoda posizione del “fanno tutti così” senza nemmeno chiederti se fare così ha ancora senso, per la qualità del tuo lavoro, e per la trasparenza nei confronti di quei cittadini che pagano il tuo stipendio, e hanno il diritto di chiederti delle scelte che proteggano non solo il tuo posto di lavoro, ma anche l’accessibilità e l’interoperabilità dei contenuti per le generazioni attuali e per quelle future.
E infine, scrivo a te, cittadino italiano, che ti accontenti delle spiegazioni che ricevi – direttamente o indirettamente – da quelli che sono pagati per venderti dei prodotti – personal computer, sistemi operativi e programmi – che perpetuano la tua dipendenza dalle grandi multinazionali, invece che esercitare il tuo sacrosanto diritto alla libertà attraverso lo studio delle alternative disponibili sul mercato, per effettuare una scelta consapevole.
E’ difficile fare un parallelo per descrivere questa situazione, perché in qualsiasi altro mercato esiste una pluralità di opzioni che permette agli individui di fare una scelta – pur influenzata dalla pubblicità – sulla base delle proprie preferenze e delle proprie possibilità economiche. In questo caso, tutti fanno finta che ci sia una sola soluzione, un po’ per convenienza e un po’ per ignoranza, come se si trattasse di un fatto del tutto normale.
In qualsiasi altro mercato, le istituzioni hanno difeso i cittadini  nei confronti di quelle organizzazioni che – indipendentemente dalla loro natura – andavano contro gli interessi della comunità, e a vantaggio esclusivamente dei propri. Purtroppo, il mondo delle tecnologie dell’informazione, nonostante la sua enorme importanza strategica, soprattutto per la formazione delle nuove generazioni di cittadini, rappresenta una “sorprendente” eccezione.
In questo momento, invidio i cittadini britannici, perché il loro governo ha avuto il coraggio di prendere una decisione importante, che risolve in modo unilaterale – di fronte a una situazione simile a quella italiana – la maggior parte dei problemi, scegliendo il formato standard dei documenti ODF, e di conseguenza offrendo agli utenti quella libertà che gli utenti stessi non erano in grado di conquistare in modo autonomo. E invidio i cittadini francesi, perché il loro governo sta intraprendendo un percorso simile, che porterà – auspicabilmente – allo stesso risultato nel corso dei prossimi mesi.
E invidio il fatto che il governo inglese abbia avuto la lungimiranza di andare a cercare gli esperti di formati standard e aperti in ogni parte del mondo, non tanto perché ha interpellato anche il sottoscritto – che è esperto solo perché studia e approfondisce quello che non conosce – ma perché ha compreso che l’innovazione si può fare solo con la condivisione della conoscenza, a tutti i livelli, e senza falsi confini.
Rispettosamente, ma non troppo, Italo Vignoli,
Presidente Onorario, Associazione LibreItalia ONLUS

Questo documento viene rilasciato con licenza CC0 (Creative Commons Zero), per favorirne la diffusione a tutti i livelli e in tutti gli ambiti."

Fonte: http://www.techeconomy.it/2015/05/20/lettera-aperta-sulla-cittadinanza-digitale/

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martedì 13 maggio 2014

Lubuntu 14.04 LTS: addio Windows! :-)

Il vostro computer non ce la fa piu' con il vecchio sistema operativo? Aggiornarlo vorrebbe dire comprare un nuovo PC, perché altrimenti risulterebbe lento? E' venuto il momento di passare a Lubuntu: tutta la potenza del nuovo sistema operativo di casa Canonical (Ubuntu), pronto per essere usato anche su macchine di qualche anno fa..

Primo passo: scaricare il file lubuntu-14.04-desktop-i386.iso dal sito web ufficiale www.lubuntu.net; (esiste anche una versione "alternate" installabile su computer e Mac davvero vecchi, con meno di 256MB di RAM, all'indirizzo http://cdimage.ubuntu.com/lubuntu/releases/14.04/release/ ed il trucco "forcepae", come indicato nelle note di rilascio, per installarla anche su processori senza PAE come il Pentium-M o il Celeron-M di alcuni vecchi portatili).

Secondo passo: masterizzare in un CDROM l'immagine ISO (in genere e' sufficiente cliccare con il tasto destro del mouse sul file appena scaricato e scegliere la relativa voce a menù); per maggiori informazioni visitate http://wiki.ubuntu-it.org/Hardware/DispositiviPartizioni/MasterizzareIso

Terzo passo: dopo aver fatto un salvataggio di tutti i vostri dati dal computer su un disco esterno, riavviate il PC con il CDROM inserito nel lettore, per avviare la procedura di installazione (scegliete la lingua, il vostro nome e la posizione di Lubuntu nel vostro Disco Rigido: la procedura e' semplicissima e guidata passo-passo); se non dovesse partire, seguite le seguenti istruzioni: http://wiki.ubuntu-it.org/Installazione/AvvioDaCd

Quarto passo: ad installazione ultimata noterete la presenza di quasi tutti gli strumenti utili per una normale sessione di lavoro/svago sul vostro computer, ma per una migliore "esperienza" vi consiglio di seguire i seguenti passi che provvederanno ad installare ed attivare tutti gli "extra" del caso.

  1. Abilitare tutti i repository ufficiali di Canonical, cliccando sul menu in basso a sinistra, quindi "Strumenti di sistema" e poi "Aggiornamenti software", quindi "Impostazioni" dalla finestra che si aprirà, e dalla scheda "Altro software" mettere il segno di spunta su entrambe le voci "Partner di Canonical" e "Partner di Canonical (Codice sorgente)";
  2. Aprire un terminale per l'inserimento dei comandi da tastiera, cliccando sul menu in basso a sinistra, quindi Accessori e poi LXTerminal;
  3. Per avviare l'installazione dei programmi, digitare tutto di seguito (o copiate-incollate) il comando seguente:
    sudo apt-get install lubuntu-restricted-extras flashplugin-installer icedtea-7-plugin openjdk-7-jre gimp gimp-help-it gimp-plugin-registry xsane libreoffice libreoffice-common libreoffice-core libreoffice-gtk libreoffice-help-it libreoffice-l10n-it hyphen-it vlc skype aisleriot gnome-mines gparted compton
    (ATTENZIONE! Quando viene richiesto di accettare la licenza dei tipi di carattere non liberi "Microsoft TrueType core fonts" del pacchetto ttf-mscorefonts-installer, occorre spostare il cursore usando il tasto TAB sulla voce "Sì" e premere INVIO)
  4. Ora possiamo configurare "Compton" per abbellire il vostro tema grafico, digitando:
    nano .config/lxsession/Lubuntu/autostart
    inserire poi la seguente riga di testo:
    @compton -c -r 16 -l -24 -t -12 -G -b
    e salvare premendo contemporaneamente CTRL e X, rispondendo quindi di si alla richiesta di salvataggio;
  5. Attivare l'apertura automatica delle penne USB, facendo click con il tasto destro su di un punto vuoto del desktop, e scegliendo dal menu' che appare la voce "Preferenze della scrivania", dalla finestra che appare, cliccare su "Icone della scrivania", e abilitare con un segno di spunta tutte le voci "Show Documents folder on the desktop", "Show Trash Can folder on the desktop", "Show connected volumes on the desktop", quindi nel terminale a riga di comando digitare quanto segue per correggere i permessi di accesso:
    sudo chmod ugo+rx /media/*
La schermata in alto mostra Lubuntu 14.04 LTS installato, dopo aver seguito le istruzioni di questa guida (l'immagine usata per lo sfondo è facilmente reperibile sul web).

Ricordate che non vi servirà alcun software antivirus/antimalware per Lubuntu! :-)


La parte dell'articolo seguente è invece dedicato a chi ha la necessità di clonare il disco per installare velocemente lubuntu su diversi computer (ad esempio un'aula multimediale):

Continua la lettura... 


P.S. (30/06/2014): Ubuntu Trusty Hardware su ubuntuguide.org
P.S. 2 (02/07/2014): Per accelerare ulteriormente i computer con a bordo una vecchia scheda nvidia, si può optare per il classico driver video generico "vesa" al posto del più pesante (e ancora troppo giovane) "nouveau" abilitato automaticamente da lubuntu, disabilitando quest'ultimo con il comando seguente:
sudo apt-get remove --purge xserver-xorg-video-nouveau
Se la RAM scarseggia si può, oltre a questo, sostituire l'immagine di sfondo del desktop con un colore a scelta e disabilitare "Compton" (vedi sopra al "Quarto passo - sottopunto 4").
Inoltre mettendo mano al BIOS (vedi sopra al "Terzo passo" la pagina "AvvioDaCd" come accederci), si può diminuire al minimo il valore della "Graphics Window Size" o "AGP aperture size" (di solito presente nella sezione "Chip Configuration"), per non dedicare parte della RAM alla scheda video, e impostare "PCI Latency Timer" (in genere presente in "PCI Configuration") al valore 128, per aumentare il numero massimo di cicli in cui una periferica PCI può occupare il bus PCI (se ci sono malfunzionamenti, rimettete il valore di default [32 o 64]). Alcuni BIOS permettono di far lavorare il processore centrale del computer ad una velocità più alta rispetto ai valori di fabbrica impostando manualmente una frequenza esterna (FSB) leggermente più alta che, con il fattore di moltiplicazione imposto nella CPU, non deve superare in totale i 150MHz oltre le impostazioni di fabbrica, per non andare incontro a problemi di surriscaldamento e stabilità di sistema (purtroppo i valori variano da sistema a sistema): ad esempio una CPU PentiumIII@800MHz (FSB a 133MHz e fattore di moltiplicazione a 6.0x) puo' essere spinto manualmente fino a 954MHz (FSB a 159MHz e fattore di moltiplicazione a 6.0x) senza evidenti problemi di stabilità.
P.S. 3 (03/07/2014): Se all'avvio del computer, vi appare la scritta "error: malformed file, press any key to continue", digitate i seguenti quattro comandi più volte, finché l'errore non svanisce:
sudo grub-install --force /dev/sda
sudo grub-install --force --recheck /dev/sda
sudo update-grub
sudo grub-set-default Ubuntu

Fonte: https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/grub2/+bug/1311247/comments/20 e https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/grub2/+bug/1311247/comments/34
P.S. 4 (08/07/2014): Per impostare una risoluzione più elevata su schede video con poca RAM, è possibile impostare un numero di colori ridotto (da 16777216 con 24 bit a 65536 con 16 bit di profondità), senza influire troppo negativamente sulla resa grafica, creando il file di configurazione del server grafico con il seguente comando:
sudo nano /etc/X11/xorg.conf
e quindi inserire le seguenti righe:

Section "Screen"
Identifier "Screen0"
Device "Card0"
Monitor "Monitor0"
DefaultDepth 16
SubSection "Display"
Depth 16
Modes "1600x1200" "1280x1024" "1024x768" "800x600" #aggiungere la risoluzione voluta
EndSubSection
SubSection "Display"
Depth 24
Modes "1600x1200" "1280x1024" "1024x768" "800x600" #aggiungere la risoluzione voluta
EndSubSection
EndSection
salvare e chiudere quindi con la combinazione dei tasti CTRL + X e riavviare.
Fonte: http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=1804086&p=11075282#post11075282

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venerdì 7 dicembre 2012

Vector Linux 7.0 Light Edition: Tutorial Screenshot (How to Install)

Per il progetto Trashware del FermoLUG, che si occupa di recuperare vecchio hardware, ho cercato a lungo una distribuzione in italiano in grado di far ritornare in vita computer con configurazioni un po' limitate.

La scelta da fare era tra distribuzioni poco compatibili con hardware datato, come Xubuntu, Lubuntu, o Debian, e distro eccessivamente ridotte all'osso e con pochi software a corredo (spesso disponibili solo in lingua inglese) e con ridotta semplicità di utilizzo come PuppyLinux, Ogigia, DamnSmallLinux, ma alla fine ho trovato la soluzione:

Vector Linux 7.0 Light Edition

Questa distribuzione ha tutto ciò che serve per un utilizzo d'ufficio della macchina, includendo programmi in lingua italiana come Abiword e Gnumeric (ormai pienamente compatibili con tutti i formati delle più note suite di Ufficio Open e Closed Source) oltre ad una delle ultime versioni di Mozilla Firefox, includendo anche i plugin ufficiali per Java e contenuti in Flash.

La ISO della versione 7.0 Light Edition della Vector Linux, è scaricabile dal seguente collegamento:

http://vectorlinux.osuosl.org/veclinux-7.0/iso-release/VL7.0-LIGHT.iso

La distribuzione in oggetto è in grado di girare anche su hardware vetusto, ed ho testato che anche con soli 192MB di RAM, il sistema ha una velocità accettabile per l'utilizzo di tutti i giorni. Inoltre sembra essere l'unica distribuzione in grado di far funzionare anche le vecchie schede audio ISA! :-)

Ecco di seguito gli screenshot che vi guideranno passo-passo all'installazione del sistema operativo, avendo cura di far partire il computer dal CDROM che avrete scaricato e masterizzato con l'immagine VL7.0-LIGHT.iso


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P.S.(14/12/2012): Con macchine molto lente la visualizzazione di siti che usano pesantemente contenuti in Flash potrebbe risultare difficoltosa; in questi casi occorre installare i plugin "Low Quality Flash" e "YouTube video quality manager" cliccando sull'icona del browser Firefox/Tools/Add-ons, per rendere meno pesante la visualizzazione degli oggetti "Adobe Flash" nelle pagine web. (Appena installato, per abilitare "YouTube video quality manager" in Firefox cliccate in successione View/Toolbars/Add-on Bar, quindi fate click con il tasto destro del mouse sulla "Q" rossa in basso a destra e scegliete "small(240px)"; poi fate di nuovo click su View/Toolbars/Add-on Bar e riavviate Firefox).

P.S.(18/12/2012):  Se l'icona di notifica rete in basso a destra (Wicd Network Manager) non funziona correttamente con la vostra scheda di rete senza fili (wireless), cliccateci sopra, quindi scegliete "Preferences" (se è nascosto cliccate sulla freccia in alto a destra), ed inserite in "Wireless interface" la voce "wlan0" (o in alternativa il nome dell'interfaccia di rete mostrato dal comando "iwconfig" da eseguire in un terminale), mentre in "Wired interface" inserite, se non c'è già, "eth0".

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